Rimborsi per i consumatori: cosa chiediamo

Cosa chiediamo
È fondamentale che il sistema dei rimborsi si basi su un principio sacrosanto: dato che tutti i passeggeri pagano il biglietto, è necessario che tutti possano essere equamente tutelati in caso di malfunzionamento del servizio.

Alle ferrovie ribadiamo la stessa proposta avanzata nel 1999: deve essere creato un sistema, con regole ben chiare, per legare i costi sostenuti dai viaggiatori agli standard qualitativi forniti.

La nostra inchiesta mostra invece che i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari sono sganciati dalla qualità del servizio. E la puntualità è uno degli elementi che maggiormente qualifica il servizio ferroviario. Un aiuto per raddrizzare gli squilibri è rappresentato dai rimborsi, che risarciscono i viaggiatori in caso di disagi e incentivano le ferrovie a migliorare la qualità del servizio.
Le regole attuali devono essere migliorate ed estese a tutti i viaggiatori, a partire proprio da quelli che oggi sono i più svantaggiati, cioè i pendolari che attraverso l’abbonamento mensile pagano in anticipo il costo del servizio.

Per i pendolari Altroconsumo chiede che siano previsti rimborsi nel caso di ritardi sistematici: se in un mese una determinata linea subisce 5 o più giorni critici (cioè giorni in cui, durante le ore di punta, il 25% dei treni ritarda almeno di 10 minuti), il mese successivo ai pendolari danneggiati va ridotto del 20% il costo dell’abbonamento mensile o settimanale. Per gli abbonamenti annuali, chiediamo che i viaggiatori penalizzati vengano rimborsati del 20% di ciò che hanno speso.

 

Viaggiatori discriminati
Nel caso i convogli a media e lunga percorrenza non rispettino la puntualità, i rimborsi scattano a seconda del tipo di treno.
• Per gli Eurostar che oltrepassano i 25 minuti di ritardo è previsto un bonus pari al 50% del prezzo del biglietto. La richiesta (con allegato il biglietto) doveva essere consegnata o spedita alla stazione di arrivo. Dal 15 dicembre scorso, per complicare la vita ai viaggiatori, la domanda per il bonus deve essere invece indirizzata alla stazione di partenza (o a quella dove si è materialmente acquistato il biglietto).
• Per Intercity ed Eurocity il bonus è del 30% e viene rilasciato se il ritardo è superiore ai 30 minuti. La richiesta viene presa in considerazione dalle Ferrovie solo se il passeggero aveva prenotato il posto. In caso contrario, oltre al danno c’è la beffa: il viaggiatore arriva in ritardo e gli viene pure negato il diritto al rimborso.
• Le stesse regole si applicano agli Intercity notturni e agli Espressi, ma i rimborsi scattano per ritardi superiori ai 60 minuti. Non si capisce per che motivo chi utilizza l’espresso o viaggia di notte dovrebbe potersela prendere con più calma.
• Ma in generale i passeggeri dei convogli Interregionali e Regionali sono considerati i paria della strada ferrata: per loro niente bonus, in nessun caso.

Il sistema dei rimborsi crea discriminazioni, come se il disagio fosse più o meno maggiore a seconda del tipo di treno considerato. Anzi, per alcune tipologie di convogli la puntualità evidentemente non conta neppure, dato che in caso di ritardo i viaggiatori non possono rivalersi in alcun modo sulle Ferrovie.

In Lombardia qualcosa si muove

La campagna di sensibilizzazione su ritardi e rimborsi, promossa da Altroconsumo dopo i pessimi risultati dell’inchiesta del 1999, ha contribuito a incrementare l’attenzione nei confronti dei disagi dei pendolari, per lo meno in Lombardia. Lo dimostra la recente delibera delle Giunta regionale, con la quale viene riconosciuto un indennizzo ai pendolari in caso di mancato rispetto degli standard minimi di puntualità dei treni.
L’altra regione oggetto dell’inchiesta, il Lazio, continua invece a fare orecchie da mercante: non sono previsti sistemi di rimborso per i viaggiatori penalizzati dai ritardi.

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