| Le Ferrovie dello Stato hanno
presentato la Carta dei servizi 2003, il documento che indica
gli standard qualitativi che si impegnano a rispettare.
A nostro parere, e lo abbiamo fatto presente
alle Ferrovie, la Carta dei servizi non tratta tutti i viaggiatori
allo stesso modo e si dimostra per questo discriminante.
I rimborsi in caso di ritardo (con meccanismi peraltro talmente
complicati da rendere di fatto vano ogni tentativo di indennizzo),
sono infatti previsti solo per chi viaggia su convogli di
media e lunga percorrenza e non è abbonato.
Nessun rimborso, al contrario, è previsto per chi viaggia
sui treni a breve percorrenza, le tratte utilizzate dai pendolari.
Proprio gli utenti che, utilizzando il treno per andare a
lavorare, subiscono il massimo disservizio possibile. Soltanto
in Lombardia, anche
in seguito alla campagna di sensibilizzazione promossa da
noi, qualcosa si sta muovendo. Lo dimostra
la recente delibera delle
Giunta regionale, con la quale viene riconosciuto un indennizzo
ai pendolari in caso di mancato rispetto degli standard minimi
di puntualità dei treni.
Abbiamo chiesto alle Ferrovie dello Stato di
modificare la Carta dei servizi, in modo che i meccanismi
di rimborso già previsti nella media e lunga percorrenza
siano resi accessibili anche agli abbonati in generale e soprattutto
ai viaggiatori pendolari abbonati del trasporto regionale.
Che sono quelli maggiormente penalizzati con evidenti disagi
per chi deve timbrare il cartellino.
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