A ridosso delle feste natalizie, periodo strategico per il servizio ferroviario, i treni a lunga percorrenza hanno avuto in media ritardi di 30 minuti, con punte talvolta disastrose di ore. Una situazione nettamente peggiorata rispetto al passato. Sembra di essere ai tempi dei treni a vapore, ma siamo all’inizio del ventunesimo secolo: su 706 treni a lunga percorrenza monitorati nel nostro Paese, l’84% è arrivato in ritardo e un terzo ha avuto un ritardo di oltre 30 minuti. I convogli più ritardatari sono quelli diretti verso sud, sia per frequenza (91% contro il 76% di quelli diretti verso nord) che per i tempi (il 42% registra un ritardo superiore ai 30 minuti).
Ma non è solo questione di puntualità; come bonus all’anno nero di Trenitalia, costellato tra l’altro di incidenti anche gravi, è arrivato il nuovo orario ferroviario, gradito solo all’azienda monopolista. Risultato? Spariscono quasi gli economici treni interregionali, vengono soppresse numerose fermate (penalizzando chi vive nei centri minori), aumentano i costi dei tragitti, perché si è costretti a viaggiare quasi sempre su treni intercity o di categoria superiore. L’inchiesta si inserisce nella campagna Diamoci una mossa: Altroconsumo per la mobilità: il nostro impegno a potenziare l’informazione nel campo dei trasporti, della sicurezza stradale e di tutte le alternative intelligenti all’uso dell’automobile.
Queste le richieste di Altroconsumo, formalizzate al ministero dei Trasporti e a Trenitalia:
- Rivedere integralmente il sistema dei rimborsi, ad oggi iniquo, che prevede bonus solo per i treni più costosi, così escludendo dai rimborsi chi viaggia su treni regionali e interregionali, soprattutto i pendolari;
- Inserire nel contratto di servizio (l’accordo che Trenitalia firma con le Regioni) una specifica procedura di risarcimento del danno per quei pendolari che subiscono trattenute di stipendio o devono chiedere continui permessi a causa dei ritardi del treno, arrivando fuori orario sul posto di lavoro;
- Recepire immediatamente nella Carta dei Servizi tra i parametri di qualità l’elemento dell’affollamento delle carrozze per il trasporto locale;
- Rivedere l’introduzione del nuovo orario ferroviario, in realtà una manovra tariffaria mascherata, che ha indebolito il già claudicante sevizio locale;
- Avviare immediatamente un piano di ristrutturazione del servizio di trasporto regionale, partendo dalle tratte più utilizzate dai pendolari.
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